Chi sono.

Nicol Maria Pucci, per riconoscermi nel progetto mi sono autodenominata Nicol Cuocartigiana.

Sono nata a Roma, diplomata al liceo artistico, ho vissuto 10 anni in Germania decisa nel 2004 da Berlino a far ritorno in Italia per motivi affettivi scegliendo di vivere nella città di Milano.

Questo viaggio mi ha fatto scoprire il desiderio a voler cambiare non solo città ma anche lavoro.

Dal 2010 porto avanti il mio progetto di cucina e parallelamente all’attività ho conseguito il diploma in qualità di Chef ufficializzando e approfondendo le mie competenze.

Faccio parte della Federazione Italiana Cuochi, amo il mio lavoro e colleziono libri di ricette, ma anche vecchi taccuini.

Adoro, quando si presenta l’occasione, fare esperienza nelle cucine e per questo sarò sempre grata a due figure in particolare:

Luciana Dimarzo, per avermi insegnato tanto sulla cucina romana, con generosità, competenza e un’inestimabile e irrinunciabile amicizia

Lo Chef Fabrizio Cadei che al Principe di Savoia con grande fiducia mi ha dato l’opportunità di fare una esperienza fantastica al suo fianco e conoscere la durezza, i meccanismi e assaporare la soddisfazione di lavorare in una grande cucine prestando sempre attenzione alla qualità.

 


 

Attraverso gli anni ho affinato alcune semplici e coinvolgenti ricette
da condividere con bambini, ragazzi e genitori

Ecco le più simpatiche.

 


 

Evolvere la cucina

METODI EDUCATIVI E DI INTRATTENIMENTO

Non solo pasti, ma consapevolezza, condivisione, generosità, storie di amicizia, di famiglia.

La vita!

Questa è la cucina.

Non sono una pedagogista, il mio metodo si basta sull’alchimia tra me, i bimbi e le persone che mi frequentano. Sono loro a fare la vera esperienza e il mio unico scopo è trasmettere informazioni utili e tecniche in maniera semplice e giocosa, aprendo una finestra dove poi potranno decidere solo di sbirciare o di osservare.

Magari esprimere se stessi.

Le mie lezioni offrono, soprattutto ai bimbi, l’opportunità di stare qualche momento con se stessi, senza essere giudicati o senza aspettare da loro una qualche prestazione.

Ogni bimbo realizza il suo prodotto personalizzato, liberamente. Questo apre il dialogo con la famiglia e spesso il desiderio di tornare insieme.